Il pallore minchiale
Ieri in un archivio notarile ormai abbandonato mi sono imbattuto in un vecchio documento. Era un foglio matricolare di un soldato del 1850 che veniva congedato per “Pallore minchiale”. Mi sono incuriosito da questa motivazione.
7 AGO 20

Ieri in un archivio notarile ormai abbandonato mi sono imbattuto in un vecchio documento. Era un foglio matricolare di un soldato del 1850 che veniva congedato per “Pallore minchiale”. Mi sono incuriosito da questa motivazione. Ho trovato un trattato di igiene e sanità del 1875 dove c’era un capitolo breve (ma bello) dedicato al pallore dei coglioni. Che interessava l’1 per cento degli iscritti alle liste di leva. Dovuto a una carenza di vitamina T, la vitamina che non esiste. Per cui era un disturbo di causa ignota. All’inizio del Novecento tanti con il pallore dei coglioni poterono esibirsi nei circhi. Alcuni non avendo questa caratteristica se li dipingevano di bianco. Ecco, il pezzo di oggi della mia rubrica è questo.
Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.
